Domenica 12 agosto
La partenza è di quelle promettenti. A mezz’ora da Novara la classica domanda: “le chiavi?”. Ciccio come al solito è una sicurezza e decreta che le ho lasciate in garage sul sedile della vespa. Pare anche a me, ma la mia cronica insicurezza fa sì che ritorniamo indietro. Ovviamente ci dimentichiamo di prendere il copribaule che avevamo dimenticato alla partenza.
Serata a Bergamo alta in un fantastico bed and breakfast. Domattina colazione self service vista la sveglia alle quattro; meno male che il gestore è simpatico e ci dà le chiavi di cucina e sala da colazione e ci dice: “fate voi”.
Cena in birreria e vasca in Bergamo alta. Ciccio dice “sono stanco” e attacca subito una filippica delle sue senza né capo né coda. Meno male che é stanco, penso io.
Lunedì 13 agosto
La sveglia è alle 4 ma non è questo il problema. Il vero problema è la mia continua ansia di aver dimenticato o perso qualcosa. Mi pare che tutto sia estremamente complicato, troppe cose da tenere a mente. Ciccio pare divertirsi a vedermi così scombinato, ma mentre sono sull’autobus che dal parcheggio ci porta all’aeroporto mi viene il dubbio che lui possa sentirsi in qualche modo insicuro. D’altra parte per un bambino I genitori sono la sua unica sicurezza di fronte a un mondo che per loro è sì davvero complicatissimo. Qualche settimana fa Sara ha avanzato un’interessante ipotesi sul perchè Ciccio sia così assillante sullo spegnere le luci, il condizionatore e tutte queste cose. Secondo lei è un suo bisogno di avere tutto sotto controllo in un momento di difficoltà della famiglia dove magari si è sentito mancare un po’ di sicurezze.

In volo verso Eindhoven. Siamo sopra le nuvole e il sole illumina un paesaggio che sempre mi stupisce. Le cime delle alpi sbucano fuori dal tappeto bianco e spumoso e sembrano le torri dei castelli delle favole. Fra un’ora e mezza arriveremo.
