14 agosto: Amsterdam – Hemskeerk

Amsterdam – Hemskeerk (32,40 km)

I lupi delle dune

Ore 22 circa. È la nostra prima notte in tenda. Siamo appena fuori Heemskerk, in un campeggio ai margini di un parco naturale vicino al mare, fra le dune di sabbia.

Ieri, arrivati ad Amsterdam siamo andati a prenderci le biciclette, trascinandoci dietro il valigione da 20 chili e tutta la famiglia di bagagli a mano. La preparazione delle bici e dei bagagli è stata lunga e laboriosa ma alla fine siamo usciti con i nostri mezzi borsati: due belle bici io e Meri e una bici scassa il Ciccio, che meno male che gli piace lo stesso anche se non ha la marce ed è mezza arrugginita.



Prima di inoltrarci nel casino della città Franci fa alcune prove di guida per domare il suo biciclettino che pesa meno delle borse che porta. Qualche sfuriata dopo partiamo lancia in resta per l'ostello, a 8 km dal centro città.

La partenza non è facile. Il traffico, anche sulle piste ciclabili, è tanto, e Franci fa fatica a dominare il mezzo per via del peso delle borse. Ogni fermata, ma soprattutto ogni partenza è un dramma accompagnato dalle sue tipiche urla belluine.

Piano piano, però, prende confidenza, anche grazie al traffico che, fuori dal centro, è decisamente diminuito. All'ostello (Meininger hotel) ci arriviamo verso le 15. Il posto è fuori mano ma carino. In pratica è un albergo più che un ostello, e i prezzi sono molto buoni.

La sera termina con una telefonata a Sara che è arrivata ad Austin, contentissima, ed una cena giapponese dove non riusciamo a finire nemmeno metà delle portate previste dai 20 euro di prezzo fisso.

Stamattina si parte davvero, 33 km di tappa. Pedalare in Olanda è troppo bello. Usciti dalla città il percorso si snoda fra paesini rurali, campagna e canali. Franci è esaltato e strilla ad ogni casa che vede; è incredibile quanto poco ci voglia a farlo appassionare... andiamo senza fretta, fermandoci quando troviamo qualcosa che ci piace: un mulino a vento del 1700, una macchina interamente ricoperta di paperelle di gomma...



A Heemskerk ci arriviamo in tempo per ripararci da un temporalino tutto sommato innocuo. Il campeggio, dove ci troviamo, è spartano, ma costa una fucilata: 31 euro per due metri quadrati d'erba. Franci felice come una pasqua, gioca un'ora in una pozza di sabbia uscendone zozzo come un porcello. Per tutto il tempo ci parla, spiegandoci quello che fa. Ma a volte io ho l'impressione che neppure lui sappia sempre quel che dice (figuriamoci io...). Ne ho la conferma un paio di volte che si ferma, rendendosi conto di aver perso anche lui il filo del discorso.



Dopo cena andiamo al mare, fra le dune. La spiaggia è molto bella, ma il mare non è propriamente quello della Sardegna. Qualche vichingo fa il bagno in un'acqua che, se va bene, farà 15 gradi. Quando escono sono dello stesso colore di un'aragosta appena buttata nell'acqua bollente. Per noi è passeggiatona alla caccia dei lupi delle dune, animali assai rari e dotati di ali che fanno spiccare salti anche di 20 metri. Ciccio è esaltatissimo e già pregusta la scena di lui che fotografa l'essere mitologico e va sul tg1, che, secondo lui, viene trasmesso in mondovisione.



Mi rimane seriamente il dubbio se a questa storia ci abbia creduto oppure no.

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