Plumerend – Amsterdam (49 km)
Certe notti
Ultimo giorno di bici. Sveglia sempre secondo natura, e il mio umore, già cattivo per le due notti mezze in bianco, peggiora quando scopro che la VISA è arrivata alla frutta, la Diners qui non sanno nemmeno cos'è, e nessuno dei nostri bancomat funziona. Inoltre abbiamo solo cinquanta euro in contanti e la prospettiva di guadagnarci i soldi agli angoli delle strade facendo spettacolini e dormire sotto i ponti.
Meri e Franci sono tranquilli, primo perché hanno dormito entrambi come orsi, e poi perché Meri ha il Daparox che le conferisce un fatalismo zen, mentre a Franci non gliene può fregar di meno tanto non è mica lui che deve risolvere i problemi.
In paese puntiamo a un bancomat tentando un miracolo alla Stefano Benni inserendo anche la tessera del metrò, ma niente da fare. Meri prova con il suo bancomat (unica sua tessera che, peraltro, non aveva funzionato giorni fa) e miracolo! La macchina sputa fuori cinque bigliettoni da cinquanta belli e fruscianti. Mi viene il dubbio che il Daparox abbia un effetto positivo anche sui circuiti bancari, chissà....
Comunque c'è da festeggiare e ci fiondiamo tutti in panetteria/bar dove tracanniamo tre cappucci, con gli immancabili triangoloni alla mela che ci fanno impazzire. Morale della favola prima di mezzogiorno e mezzo non siamo in pista. Prima di tornare ad Amsterdam decidiamo di fare una puntatina a Zansee Schans, un'attrazione turistica dove hanno ricostruito dei mulini tradizionali funzionanti e fanno vedere come si macinano i semi per fare l'olio, come si taglia il legno, eccetera.
Il percorso è molto piacevole, su ciclabili in mezzo ai campi. Fra una sosta per vedere i pony, una fermata per bere, un'altra per vedere le barche che passano dalle chiuse qui non si va più avanti.
A questo punto mi viene un'idea: sfido Franci dicendogli che non è capace di andare alla mia andatura e starmi dietro. È fatta. È stato come attaccarlo alla mia sella con un cavo da traino e da questo punto non mi molla più. Mi fosse venuto in mente prima questo trucchetto avremmo percorso l'Olanda in lungo e in largo, altro che l'Olanda del nord.
Alla nostra meta intermedia ci arriviamo verso le 14:30. Il posto è pieno di gente e di negozietti camuffati da musei dello zoccolo, del formaggio, eccetera. A un certo punto Meri mi chiede entro che ora dobbiamo restituire le bici? Osti, non ci ho pensato, telefono e mi rispondono: entro le sei meno un quarto. Ok, al massimo alle quattro dobbiamo partire, visto che ci sono dieci km in linea d'aria, che con tutti gli zig zag possono facilmente diventare venti.
Partiamo alle quattro meno un quarto, con un po' di margine per affrontare eventuali imprevisti. Imprevisti che, non essendocene, mi preoccupo di crearli con un circuito di accelerazione (ovvero un'allungatoia) che ci fa perdere il traghetto attraverso il Noordzee Canal e, quindi, tutto il nostro margine. Alle cinque abbiamo ancora dieci km da percorrere e parto a tavoletta, col Ciccio dietro che rimane incollato al sedere grazie alle sue gambe prodigiose e al trucchetto di prima che continua a funzionare. Entrati in centro città mancano dieci minuti e c'è un casino allucinante di biciclette. Detto per inciso, andare in bici ad Amsterdam è pericolosissimo, perché ci sono 50 bici per metro quadro, tutte che vanno a chiodo sicurissime del fatto loro, per cui non sono ammesse incertezze, pena, come minimo, una sequela di scampanellate ed insulti collettivi.
A meno cinque minuti sbaglio strada. Appena me ne accorgo mi fermo e dico, a voce alta: no, no, no, no! e sento due ragazze che, passando a piedi, mi rifanno il verso dicendo: yes, yes, yes, yes! Le guardo con odio puro, e sento che potrei saltar loro alla gola se non fosse per la creatura che nel frattempo mi sta sempre incollata al posteriore e rischia di saltarmi addosso tutte le volte che freno.
A meno un minuto arriviamo a destinazione. Siccome stanno per chiudere, e sull'orario di chiusura sono teutonici, dobbiamo svuotare le borse e riempire le nostre valigie in mezzo alla strada, in una scena fra il pietoso e il grottesco.
Il resto della serata è con poca storia, se non che ora siamo in un hotel un po' fuori mano ed io sto scrivendo nel bel mezzo di una terza passata. Rimangono tre giorni ad Amsterdam e, con molta probabilità, altrettante notti insonni.
Clicca sul menu della mappa per scaricare la traccia GPX e per visualizzare l'altimetria