23 agosto: Enkhuizen – Plumerend

Enkhuizen – Plumerend (47 km)



Così, per hobby
Oggi tappa doppia. Dobbiamo recuperare il giorno in più passato Texel ed abbiamo deciso di recuperarlo oggi. Dovendo fare soltanto 50 km ci pare giusto prendercela comoda, per cui sveglia secondo natura e mattinata alla piscina del campeggio.

In realtà in piscina ci vanno Franci e Meri, mentre io mi dedico con calma a smontare il campo. Malgrado la calma, però sono comunque il primo a finire e i due non fanno capolino se non verso mezzogiorno. A quel punto ci pare naturale fare colazione, che pedalare a pancia vuota pare brutto. E quindi dopo un paio d'ore, il minimo per fare una colazione come dio comanda, con panini salame e formaggio, caffè e dolcetti alla mela, riusciamo a metterci in viaggio. I primi trenta chilometri vanno giù come l'acqua, su stradine ciclabili appartate dalla strada, in mezzo a canali, prati e casette, che sono sempre quelle ma comunque piacevoli da girarci in mezzo.

Il pezzo forte di questo tratto è un garage incredibile zeppo di auto d'epoca risistemate e tirate a lucido. Ci sono Rolls Royce, Pontiac, Cadillac, Cheveolet, tutte macchine dagli anni 30 agli anni 60.

Il proprietario le ha recuperate negli Stati Uniti, ci spiega la figlia, e poi le ha sistemate nel tempo libero. Ora le affitta per matrimoni ed eventi simili. Francesco ovviamente dà giù di testa e non c'è verso di portarlo via.





Arriviamo ad Hoorn, la prima delle due tappe, verso le quattro e un quarto, ed è già chiaro che tutti ne abbiamo piene le tasche di pedalare. Infatti i rimanenti venti km sono una sofferenza, tutti su un rettilineo interminabile, su una ciclabile a bordo strada, con un sacco di traffico che ci sfreccia accanto.

Ma nella vita tutto passa, e così fanno anche i nostri ultimi venti km, anche se non siamo riusciti a farli passare senza pedalare.

Al campeggio ci arriviamo un po' cotti. È un micro-campeggio quasi invisibile, ma con un casino che viene dall'autostrada che c'è da domandarsi che ci trovino i campeggiatori stanziali a star lì magari una settimana o due.

La sera cena a Purmerend, paesucolo che lascia già presagire la vicinanza di Amsterdam. Optiamo per un ristorante italiano e prendiamo pizza, che questa volta ci soddisfa appieno.

La notte, per me, è lunga, causa seconda passata (termine tecnico che solo pochissimi iniziati possono comprendere). Non so perché ma ne prevedo molte nei giorni a venire. Per farmela passare decido di andare a spasso fra l'una e le tre. Alle tre e mezza finalmente il sonno vince.

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