Forza piccolina, forza azzurra, forza black! Sì! Sì! Sì!
Scrivo qui questo grido di battaglia, inventato da Francesco, che ci ha accompagnato per tutta la vacanza in bici e che, per un motivo o per un altro, non ho mai riportato in questo diario. Lo faccio ora, mentre siamo in treno verso Eindhoven da dove partiremo domani mattina per Bergamo mettendo definitivamente la parola fine a questa vacanza veramente innovativa rispetto agli standard degli ultimi diciassette anni.
Degli ultimi tre giorni ad Amsterdam non starò a scrivere più di tanto. Abbiamo avuto due giorni di pioggia, anche forte, che ci ha costretto al chiuso, visitando il museo di Van Gogh il primo giorno e il museo di cultura scientifica NEMO il secondo. Franci ha superato se stesso: dopo cinque ore di Van Gogh iniziava giusto a dare i primi segni segni di stanchezza, mentre dal NEMO abbiamo dovuto letteralmente trascinarlo via a forza dopo sei ore ininterrotte in cui non si è fermato un attimo. Oggi la giornata era nuovamente soleggiata e, dopo il giro dei canali con la chiatta (tutto sommato neppure un granché), abbiamo optato per lo zoo rispetto al museo della fotografia che a noi due avrebbe interessato di più.
Cosa mi porto a casa da questa vacanza?
Sicuramente una gran voglia di viaggiare, di viaggiare tanto e lontano. Preferibilmente per mare, ma anche un lungo giro via terra con la bicicletta sarebbe bello.
Poi la voglia di ripetere un’esperienza del genere anche con Sara, vero vuoto di questa vacanza, anche se non sono sicuro che lei, in questa fase della sua vita, avrebbe apprezzato fare un giro così con noi. Se devo giudicare da quello che volevo io alla sua età direi che forse non ne avrebbe molta voglia, ma non si sa mai.
Infine il sogno che, fra qualche anno, quando anche Franci andrà in cerca delle sue strade, io e Meri potremo partire per destinazione vagamente definita, con davanti un tempo anch’esso numerabile in un tot di mesi superiore a sei. Mi piacerebbe tanto. Vedremo.
Per concludere, una nota doverosa sulle condizioni in cui abbiamo portato a termine la nostra piccola impresa. Degli undici giorni che abbiamo pedalato abbiamo incontrato pioggia in bici solo tre volte. Tutte e tre le volte abbiamo trovato riparo e la pioggia è durata per meno di mezz’ora. Una quarta volta un temporale violento ma breve ci ha dato il benvenuto mentre eravamo già a tenda montata. I due giorni che abbiamo passato a Texel al mare sono stati i più caldi in assoluto con temperature da estate italiana. Infine il vento si è fatto sentire ma non eccessivamente, e il 50% delle volte l’abbiamo avuto a favore. In poche parole abbiamo avuto un culo esagerato. Se il tempo fosse stato come ieri e l’altro ieri (che, secondo quanto abbiamo saputo, ha rappresentato la norma durante questa estate in Olanda) dubito che saremmo riusciti a coprire 450 km con una media di 40 km al giorno, e che i toni sarebbero stati così entusiastici.
Questo significa che c’è ancora qualcosa con cui ci dobbiamo confrontare. Sarà per la prossima volta.